Situato lungo la costa adriatica di Fasano, il parco archeologico di Egnazia è ancora oggi un gioiello da visitare, ricco di storia e cultura. Ma quali sono le sue origini e perché ancora oggi attira centinaia di turisti? Scopriamolo insieme!
LA STORIA
In principio, l’intera area era abitata già dal XV secolo a.c da popolazioni autoctone. A partire dal XI secolo a.c, però, venne invasa dagli Iapigi, popolazione di origine balcanica.
In seguito, a partire dal VIII secolo a.c fino al III secolo a.c, la città venne abitata dai Messapi. Il periodo Messapico ebbe fine con l’occupazione dei Romani, la cui presenza è quella principalmente riscontrata nei resti ritrovati nel sito archeologici.
Infatti, la città fu citata già da autori come Plinio e Orazio come centro di traffici e commerci grazie alla sua importante posizione geografica, tra il porto e la via Traiana.
Il porto era utilizzato principalmente per raggiungere la via Egnatia, l’antica strada di comunicazione che congiungeva l’Adriatico con il Mar Nerp, costruita dal proconsole di Macedonia, Gaio Ignazio. Fu proprio la presenza di questa via che spinse i Romani a ribattezzare la città come tale.
COSA VISITARE
Nel parco archeologico di Egnazia è possibile ammirare monumenti e abitazioni appartenenti alla fase romana e tardo antica come la poderosa cinta difensiva con il muraglione nord che raggiunge i 7 metri di altezza. Vi sono anche tracce di altri elementi edilizi fondamentali dell’architettura tipica romana, quali il Foro, l’Anfiteatro, il Criptoportico e la Fornace. A questi si aggiunge un grande complesso paleocristiano con la Basilica e il Battistero. Fuori dalle mura difensive, invece, si trova la necropoli messapica con tombe a fossa, semicamera e a camera, alcune delle quali decorate con raffinati affreschi.
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